che un bel giorno, senza più nessuno che manovrerà i loro fili, si ritroveranno a terra, inanimate e incapaci di fare alcunché.
     Bene, ora chiudo con tutte queste banalità. Perché tali sono, assolutamente: grandissime banalità, ovvietà, cose scontate. Ovvero: sono la “normalità” e in quanto tali nessuno o quasi le considera, nonostante a me sembrino tanto evidenti. Proprio questo è il risultato più efficace che quella strategia di (scusate il termine colorito) istupidimento generale ha saputo conseguire. L’essere su una nave che sta colando a picco, ma l’averci convinto di navigare su un mare calmissimo col vento in poppa. O, forse, tutto ciò è soltanto una astrusa costruzione della mia mente, che legge troppi libri, visita troppi musei e luoghi d’arte, non guarda quasi mai la TV, non legge i quotidiani “mainstream”, non compra gadgets tecnologici all’ultima moda perché imposti dal mercato, a volte si isola su una cima di montagna a pensare ed altre cose similmente bizzarre e, sotto molti aspetti, pericolosamente sovversive.

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