degrado è figlio del girotondo di competenze suddivise, come nel gioco delle scatole cinesi, tra le tante società del gruppo ferroviario che disorientano l’utente, ma che intanto giustificano giuridicamente e furbescamente, agli occhi dell’opinione pubblica, l’inadempimento, costringendo l’utenza a convivere con problemi la cui risoluzione è delegata sempre e comunque ad “altri”.
     Gli enti locali fanno ben poco per arginare o quantomeno per esigere miglioramenti per una situazione la quale è ulteriormente aggravata anche dalla presenza di sacche sempre più ampie di microcriminalità che ruotano intorno alla stazione. A Bergamo, i rischi sono tanti, soprattutto di notte, per i lavoratori che percorrono il tragitto che separa la stazione dallo scalo di rimessaggio e che svolgono le manovre spesso col timore che qualche senzatetto possa comparire all’ultimo momento e venire travolto.
     Le organizzazioni sindacali hanno denunciato come a Bergamo la situazione vada peggiorando, soprattutto per la presenza delle bande organizzate che gestiscono traffico di droga, prostituzione e, recentemente, anche il racket dei posti dormitorio sui treni parcheggiati nelle ore notturne. Si tenga conto che questi convogli, durante il giorno, vengono utilizzati dai pendolari che da anni patiscono situazioni di degrado che l’ente Ferrovie è incapace di risolvere e che neanche enti locali, Prefettura, Forze dell’Ordine e tutti quei soggetti che dovrebbero contrastare efficacemente fenomeni criminali che condizionano il regolare svolgimento del servizio ferroviario riescono a combattere.
     I lavoratori, esasperati dalle condizioni di insicurezza nelle quali sono costretti ad operare, attendono ora risposte certe minacciando, in caso di silenzio o in mancanza di adeguate iniziative, lo sciopero, avvalendosi cioè dell’unico strumento che nel Belpaese sembra essere diventato l’unica arma per riscuotere un minimo di attenzione. Tra l’altro, una domanda che sorge spontanea, soprattutto per coloro che frequentano lo scalo, è quella di capire a cosa serva il presidio di Polizia Ferroviaria in stazione se gli agenti non sono in grado, per ordini di servizio, di garantire interventi nelle ore notturne, con conseguente mancanza di vigilanza e sicurezza per il personale e per i viaggiatori!
     Identico discorso vale per l’adiacente stazione autolinee, che in orario notturno diventa l’appendice di quella ferroviaria, tra la disattenzione generale e l’assenza delle autorità locali, le quali restano sorde ad una situazione talmente palese da apparire paradossale. La presenza, anche in questo caso, di gruppi anche numerosi di senzatetto e sbandati che si sono appropriati di banchine e

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