MI VERGOGNO E VORREI CAMBIARE LE COSE!
                                              di Emanuela Fornoni

     È con una certa amarezza di fondo che scrivo questo mese. Sono delusa, e molto, e in un certo senso mi vergogno pure. Mi riferisco non a vicende personali, ma a quanto accade ancora nel panorama politico. Sono delusa dall'ultima manovra finanziaria e mi vergogno per tutti coloro che l'hanno pensata, redatta e poi approvata. Mi vergogno per la maggioranza. Mi vergogno per l'opposizione. Mi vergogno anche per coloro che ho votato.
     La delusione nasce dalla percezione che questa manovra, anche questa, alla fine colpisca pesantemente i "piccoli", ovvero chi di soldi non ne ha e non ha neppure la possibilità di farne di più. Non sono una "tecnica", non sono un'esperta, ma guardo le bollette che pago, vedo diminuire il mio potere d'acquisto (nell’editoriale del mio direttore c’è un approfondimento in merito), considero quanto mi costa in più far la spesa da un anno con l'altro, di manovra in manovra, e mi domando se anche questa volta, proprio proprio, non si potesse far nulla di diverso che non colpisse ancora la "massa", quelli come me... e siamo in tanti.
     L'IVA ne è un esempio, forse il minore, siamo d'accordo (persino un mio amico politico me l'ha confermato: "Se guardi, quello è il minore dei mali. Un punto in più è fattibile..."), però non ci vuole uno scienziato per capire che chi ne farà più le spese saremo noi, i pesci piccoli. L'aumento dell'IVA si farà sentire sulla spesa della famiglia, sugli acquisti, sulle bollette... insomma, sulla quotidianità.
     E dire che si era partiti benino: il contributo di solidarietà per i calciatori, per i redditi superiori ad una certa cifra… poi, piano piano, si è tornati a parlare di pensioni, di tagli agli enti locali, dell'aumento dell'IVA… il tetto dei redditi per il contributo si è sempre più alzato e non so più neanche com'è finita. Le tasse sulla benzina son sempre quelle, i tassi d'interesse dei mutui si sono alzati ancora e fare la spesa costa di più. Infine, ho la certezza che non andrò mai in pensione, morirò lavorando o, ammesso che raggiunga (e il termine non potrebbe essere più azzeccato perché l'età pensionistica continua ad alzarsi ormai - e continuerà a farlo se tanto mi dà tanto - per una lavoratrice giovane come me è proprio da rincorrere) l'età pensionistica, forse non beccherò un soldo o me li daranno centellinandoli. Adesso però sono puntualissimi a farmi pagare le tasse in busta paga e ad accantonare il TFR…
     Mi vergogno per la maggioranza che ha partorito questa manovra. Sì, lo so, i

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