entrato nel cuore in quanto mi ha permesso di dimostrare che anche una persona piccola può fare la differenza.”
     “Ho cambiato diversi maestri fino a quando ho conosciuto Sikung Shaun Rawcliffe, che è ancora oggi il mio maestro ed è stato allievo diretto del Grand Master Ip Chun, figlio di Ip Man. Quindi ho stabilito il mio legame con il mito Bruce Lee,” ci dice sorridendo, “se Bruce si è allenato con Ip Man io mi sono allenato con Ip Chu, suo figlio!”
     Sei partito come allievo, dove sei arrivato oggi nel Wing Chun?
     “Sono ancora un allievo e vorrò esserlo sempre. Certo, ci sono delle gerarchie all’interno del Wing Chun, inizi come allievo poi trasmetti il tuo sapere, diventi un istruttore ed inizi ad insegnare a quelli più giovani di te finché un giorno, quando diventi vecchio, ti accorgi che ti chiamano tutti Maestro, senza sapere perché, quasi fosse una cosa scontata; ti chiamano così solo perché ti vedono più grande di loro, un anziano, non una persona che può trasmettere il sapere, e questo è molto triste. Finché le mie gambe me lo permetteranno voglio continuare ad allenarmi, perché mi piace e mi fa stare bene; ho girato tutto il mondo per stage o allenamenti, per la disperazione di mia moglie, mi piace imparare sempre cose nuove per trasmetterle poi ai miei allievi e mi auguro che loro mi considerino un Maestro non tanto per le tecniche che insegno loro, quelle le possono vedere anche su YouTube, ma quanto per i valori che cerco di trasmettere, quali strategie, modi di comportarsi, umiltà e rispetto. Il fatto di essere un gruppo unito, una famiglia, è per me una questione fondamentale, qualcosa in cui credo molto, le tecniche vanno da sé, possono anche cambiare e non è questo quello che voglio insegnare loro… Puoi essere bravo fin che vuoi con la tecnica, ma domani, quando avrai sessant’anni, che cosa ti rimarrà? Solo la tua esperienza di vita, un insegnamento prezioso che puoi trasmettere ai tuoi ‘figli’. È bello sentirsi chiamare Maestro, ma mi sembra più una tappa obbligata che qualcosa di veramente “sentito”; soltanto gli allievi più fidati, quelli che istintivamente si fidano di te e ti seguono davvero, che ti chiamano così e sono perfettamente consapevoli del significato di questa parola.”
     Parliamo del Wing Chun. Di che tipo di disciplina si tratta, su quali princìpi di fonda?
     “Non tutti intendono il Wing Chun allo stesso modo. Esso nasce come Kung Fu, un’arte marziale che deve essere fatta con perseveranza e duro lavoro (Kung Fu significa proprio “duro lavoro”). Chi lo intende in questo modo lo considera come un’arte marziale dove si imparano delle tecniche, le si mettono in pratica

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Intervista, SIFU, Alberto, Riccardi, Scuola, Italiana, Wing Chun, Kuen, Bruce Lee, Origini, Storia, Filosofia