ipotizzato come la manovra possa essere servita per salvare le apparenze, qualificandosi, pertanto, come un gesto di potenziale rappresentazione.
     Questa pericolosa ambiguità nella quale la nazione è costretta a sguazzare rende inevitabile una considerazione assai amara: c’è un’Italia che frana materialmente e c’è un’Italia che frana moralmente, travolta dalle intemperie di una politica poco trasparente. I fatti delle ultime settimane fotografano, ancora una volta, la realtà di un Paese che, dopo il crollo della Prima Repubblica e la gogna giudiziaria e mediatica che ha colpito i leader dei grandi partiti di allora, persevera negli storici vizi della corruzione che inquina il mondo degli appalti pubblici.
     Dalle inchieste della Procura di Firenze emerge il malaffare che ha governato gli appalti della Maddalena e la ricostruzione nei territori terremotati dell’Abruzzo, coinvolgendo il capo della Protezione Civile negli appalti aggiudicati con la normativa cosiddetta dei grandi eventi. Il Paese ha, invece, bisogno di persone capaci che pongano come prioritario l’interesse della nazione e, quindi, la conservazione e messa in sicurezza del suo martoriato territorio. C'è, purtroppo, una verità sconvolgente che caratterizza la continuità della politica fin dagli albori della Repubblica, che vuole che sia molto più conveniente e remunerativo riparare i danni, conseguenza dei capricci della natura, piuttosto che elaborare piani conservativi per prevenirli.
     Indignarsi di fronte a questa considerazione è esercizio di stile perché vorrebbe dire far finta di ignorare il problema agevolando la ricerca di poco pertinenti giustificazioni che, nel vocabolario politico, probabilmente suonerebbero come assoluzione dell’operato della classe dirigente. Cosicché, stendendo il classico velo pietoso, resiste e si consolida quella che, da più parti, viene definita cultura dell'emergenza, che viene continuamente alimentata anche con il sostegno dei media.
     Nel declino istituzionale e morale che mina le fondamenta del Paese, c'è un'industria che si sviluppa di nascosto ed è quella della catastrofe, è quella che ricostruisce case, strade, argini di fiumi, infrastrutture in generale senza mai rivolgere lo sguardo alla terra su cui sta ricostruendo. Fintantoché questa cultura da avanspettacolo politico prevarrà su quella della prevenzione e della manutenzione, si assisterà al compiersi inesorabile di eventi catastrofici sui quali continueranno a proliferare i tanti comitati d'affari nascosti dietro il paravento istituzionale. La necessità impone che vi sia, innanzitutto, la

        pagina 02 di 03
 
 
 
 
 
Infobergamo® - www.infobergamo.it è un prodotto H.S.E. - Leggi la nostra CDD - Validazione XHTML - CSS
Autorizzazione Tribunale di Milano n.256 del 13 aprile 2004. Vietata la riproduzione e la riproposizione non autorizzate di testi ed immagini.
Bertolaso, Italia, Frane, Smottamenti, Industria, Catastrofe, Politica, Protezione civile, Maierato, Calabria