l’elettricista o il contadino? Ok, a questo punto, allora, fategli seguire dei corsi di formazione mirati anziché organizzare loro quello per fare il barista se poi nessun bar li assumerà o se non avranno i soldi o il modo di aprirsene uno... dico male? Possibile che non si riesca ad organizzare uno scambio così mirato tra il mondo del lavoro cittadino o provinciale e il nostro carcere di via Gleno? Possibile che sia meglio rischiare di investire soldi e tempo in corsi che poi potrebbero risultare inutili e ancor peggio rischiare di avere in giro delle persone che prima o poi torneranno a delinquere perché, a torto o a ragione, sono incapaci di trovare un’alternativa?
     Se la mia famiglia non mi avesse tirato su così, se la mia infanzia o la mia adolescenza non fossero filate via lisce, se, se, se... sì insomma anche io, per un motivo o per un altro, avrei potuto trovarmi davanti ad un bivio e magari non avere la forza o l’intelligenza o il coraggio o anche solo la voglia di scegliere la strada giusta, sarei potuta finire in carcere. Se fosse accaduto, se la mia vita fosse stata diversa, oggi sarei potuta essere al posto del Signor XXXX. Voi me lo avreste offerto un lavoro? Io posso essere sicura che sarei ancora convinta che un’alternativa c’è sempre e che non finirei per “rifare un’altra cavolata” e tornare dentro?

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