ritenuto utile fornire dati così concreti all'automobilista. Sotto la sua guida appassionata, la rivista ha sostenuto importanti campagne di impegno civile nei confronti degli utenti: nel 1958 chiese a gran voce la costruzione di una moderna rete autostradale ed appoggiò il progetto dell'Autostrada del Sole, anche se non ne condivide la larghezza delle carreggiata definita "insufficiente". Nel 1959 appoggiò la campagna per l'abolizione della "Tassa di Suez" che gravava sulla benzina e la pressione dell'opinione pubblica fu talmente alta che per la prima volta in Italia, il prezzo della benzina diminuì; nel 1963 sostenne il progetto e la sponsorizzazione di una vettura sicura, la Sigma, e ne affidò la realizzazione nientemeno che a Pininfarina. A seguire, chiese l'abolizione della corsia di sorpasso comune ai due sensi di marcia, presente su alcune autostrade, e ci riuscì; fece diventare legale l'utilizzo dell'antinebbia posteriore, e così via dicendo, con il pensiero al benessere e alla sicurezza di guida sempre in prima linea.
     Gianni Mazzocchi è stato un grande editore quindi, geniale, ma soprattutto un uomo dalla caratura morale elevata. Era esigente e generoso con i suoi collaboratori e i giornalisti, avaro di complimenti ma non di quattrini, capace di lunghe amicizie e sodalizi duraturi quanto di brevi, improvvise e dolorose rotture, non sempre delicato nei suoi giudizi anche nei confronti degli altri editori: ".Arnoldo Mondadori? Un incantatore di serpenti capace di piangere a comando. Benedetti? Un borghese che gioca a fare il rivoluzionario." All'uomo, la vita tanto generosa di successi non ha lesinato dei dolori, come durante le lunghe notti angosciose del sequestro della figlia Maria Grazia, nel 1978, un incubo al quale la moglie Emma non sopravvisse a lungo, un lutto dal quale egli non si riprese. "Forse sono stato un cattivo marito, ma certamente sono un pessimo vedovo. Non mi ritrovo più" diceva. Poi di corsa verso la fine, divorato da un male cattivo che gli toglieva le forze ma non la lucidità di pensiero, accanto alla sua casa editrice e alla sua rivista prediletta "Quattroruote". Lascia tutto alla figlia Giovanna il 24 ottobre del 1984, un gioiellino editoriale che funziona perfettamente in maniera ordinata, e una sua lezione di vita: "che l'uomo sia libero, con libere scelte, con libere strade." Così parlò quell'editore che ha mostrato molto rispetto per ciò che era vecchio, molto interesse per ciò che era nuovo, molto slancio per migliorare la vita di tutti.

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Biografia, Gianni, Mazzocchi, Editoriale, Domus, Editore, Quattroruote, L'Europeo, Ascoli Piceno, Quattrosoldi, Tassa di Suez, Giovanna