ECCO CHI C'É DIETRO AL BUSINESS DELLO SPAMMING
     Il 50% dei messaggi indesiderati proviene dagli Stati Uniti, dove in alcuni Stati non esiste una legge che limiti il fenomeno dello spamming, così come invece si è fatto da noi in Italia con l'intervento del Garante della Privacy. Questa assenza di divieti ha permesso, in paesi come la Florida, il proliferare delle cosiddette "bulk mailing companies", ovvero società che detengono enormi database di indirizzi e-mail e che inviano messaggi spazzatura per conto di aziende terze, interessate a vendere i loro prodotti sul web. Queste Spamming Society, tra cui ci sono la West Bloom Field, Empire Towers e Cajunnet, agiscono nella piena legalità, per quanto spesso non sono mancate le denunce da parte dei provider per l'uso inconsulto del proprio server mail. Inoltre è molto difficile riuscire a mettere in relazione chi spedisce e-mail con coloro che se ne servono e, per quanto la percentuale di chi acquista in seguito ad una proposta commerciale inviata con lo spamming è estremamente bassa, pari allo 0,001%, basta a farne un business redditizio difficilmente estirpabile. Per questo fenomeno non sono innocenti nemmeno i provider: è evidente che chi genera grandi volumi di posta crea profitto anche per i gestori dei server mail; difatti, in passato si è scoperto che sovente questi ultimi erano consenzienti, stipulando appositi contratti che permettevano agli spammer di spedire grossi volumi di posta.
     Il fenomeno insomma sembra veramente inarrestabile ed anche i rimedi delle "Black List" (l'elenco degli indirizzi di server che generano mail spazzatura n.d.r.) inerente ai server noti per inviare spam, mostrano i loro limiti. Spesso questi elenchi, che vengono aggiornati continuamente, sono messi sotto attacco continuo dagli Hacker, rendendone di fatto impossibile la consultazione e lo stesso aggiornamento. Tanto che delle principali Black List, in tutto una decina, ne sono rimaste attive pochissime. Anche per questi motivi stanno assumendo molta importanza le tecniche di filtro buyesiane (filtri per mail pubblicitarie n.d.r.), le quali vengono indicate ormai da tutti come l'unica via alla soluzione dello spamming e che mostrano un livello di efficacia e di rapidità di utilizzo davvero sorprendente.
 
 
 
 
 
   
 
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